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SPECIE TARGET – Interventi di eradicazione

Ratto nero (Rattus rattus)

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Famiglia: Muridae
Nome Inglese: Black rat, ship rat, roof rat
Breve descrizione: Specie target dell'eradicazione, il ratto nero è un Mammifero appartenente all’ordine dei Roditori, il corpo ha una lunghezza tra i 15-24 cm, la coda è compresa tra i 17 e i 28 cm. Il peso degli adulti varia fra 130 e ca. 300 g.
Biologia ed ecologia: Si adatta ad ambienti diversi, può vivere sia a stretto contatto con l’uomo, sia in habitat più naturali. Le popolazioni non antropofile frequentano varie tipologie di habitat, formazioni forestali o le loro immediate vicinanze, ambienti ruderali e le coste marine rocciose. È uno dei pochi mammiferi terrestri che colonizza anche piccoli ambienti insulari, compresi isolotti inferiori a 1 ha, con scarsità di risorse alimentari e assenza di acque superficiali. E’ una specie ad attività notturna, ma a densità elevate gli individui sono visibili anche durante il giorno. Si arrampica facilmente sugli alberi e nuota abilmente, riuscendo a siperare tratti di mare ampi fino a 500 m. Gli individui vivono in gruppi familiari, con una spiccata gerarchia tra i maschi adulti, spesso anche con una gerarchia tra le femmine. Il territorio è difeso da individui dei due sessi, soprattutto dal maschio dominante. Le dimensioni dell’area vitale vanno da poche migliaia di metri quadrati a circa 10 ha, a seconda delle popolazioni studiate. Può compiere lunghi percorsi per procurarsi il cibo che accumula in determinate aree (scorte alimentari). E’ stato dimostrato che il ratto trae il suo nutrimento da poche fonti ben conosciute ed ha spiccate caratteristiche neofobiche anche nei confronti di nuovo cibo collocato nel suo territorio. La specie è comunque onnivora e le popolazioni selvatiche basano la loro dieta soprattutto su frutti e semi di numerose erbe o essenze. Si nutre comunque di invertebrati, gasteropodi, aracnidi, larve di insetti, uova e nidiacei; a volte preda anche altre specie di piccoli mammiferi. Il periodo riproduttivo può estendersi per per tutto l’anno anche se nei nostri climi si osserva generalmente una pausa invernale. Ciascuna femmina, matura sessualmente ad una età di 12 – 16 settimane, può partorire 3 – 5 volte l’anno cucciolate da 5 a 7 piccoli.
Distribuzione e impatto sulla biodiversità: Il ratto nero è di origine asiatica; l’areale originario secondo alcuni autori è collocabile nell’Asia sud-orientale, secondo altri nella Penisola Indiana. Il ratto nero è di origine asiatica; l’areale originario secondo alcuni autori è collocabile nell’Asia sud-orientale, secondo altri nella Penisola Indiana. Roditore ormai cosmopolita, trasportato involontariamente dall’uomo, in Italia è presente ovunque, comprese le isole maggiori e gran parte delle minori. Nel Mediterraneo si può considerare come una paleointroduzione; sebbene esistano reperti archeologici isolati risalenti al quarto millennio AC, i ritrovamenti più numerosi risalgono fino all’epoca romana, già dal II secolo AC. La specie non è protetta da alcuna normativa nazionale, né inclusa negli allegati di direttive comunitarie o di convenzioni internazionali; è al contrario fatta oggetto di misure per il controllo numerico delle popolazioni in contesti antropizzati e di interventi di eradicazione a fini di conservazione della natura sulle isole. Per il ratto nero sono stati dimostrati effetti negativi sia sulla vegetazione, sia sulla fauna vertebrata ed invertebrata, nella terraferma come sulle isole. Costituisce infatti una delle principali cause di estinzione di popolazioni di uccelli marini ed è in assoluto la specie aliena che, nel mondo, ha causato il maggior numero di estinzioni di specie e popolazioni autoctone, soprattutto sulle isole.In contesti agrari può provocare ingenti danneggiamenti alle colture, soprattutto frutti e corteccia delle piante arboree. Produce danni consistenti anche in zone urbane e industriali. Infine rappresenta un serbatoio epidemiologico di importanti infezioni sia per l’uomo, sia per gli animali domestici.
Capizzi D., Santini L., 2007– I roditori italiani. Antonio Delfino Editore