logo_puffinus

Azione C1 - Interventi di eradicazione del ratto nero
(
Rattus rattus) dall’Isola di Tavolara

Dopo cinque anni dall’avvio del Progetto LIFE Puffinus Tavolara, avvenuto nel 2012, molto lavoro sul campo per preparare al meglio l’operazione e una lunga trafila amministrativa, nei mesi di ottobre e novembre 2017 si sono finalmente svolti gli interventi di eradicazione del ratto nero da Tavolara. (Vedi il video) Su Tavolara sono state effettuate due distribuzioni aeree di esche rodenticide, secondo le metodologie operative messe a punto in Nuova Zelanda e ormai applicate in centinaia di isole in tutto il mondo, al fine di eradicare i ratti anche da ambienti montuosi ed inaccessibili, come la parte centrale e le falesie dell’isola di Tavolara.


costa-riserva-amrina-tavolara
Figura 1 – Elicottero in volo durante le operazioni di distribuzione delle esche rodenticide sui versanti dell’isola di Tavolara

I due settori pianeggianti e abitati, Spalmatore di Terra e l’area della base militare di Punta Timone, sono stati invece trattati via terra, con esche inserite all’interno di normali erogatori (postazioni chiuse), come si fa ordinariamente nei contesti urbani.


figura2
Figura 2 – Operatori impegnati nelle attività di distribuzione via terra con le esche inserite all’interno di postazioni chiuse

Lungo la costa, dove la distribuzione di esche dall’elicottero è stata ridotta per limitare il rischio di rotolamento in mare dei pellet, nelle grotte e negli altri ambienti adatti ai ratti, le esche sono state direttamente distribuite a mano oppure lanciate dalla barca con delle fionde.


figura3
Figura 3 – Operatore impegnato nella distribuzione delle esche dalla barca utilizzando le fionde

A distanza di quasi un anno dall’ultima distribuzione, dopo aver controllato tutte le postazioni presenti, possiamo comunicare con soddisfazione che non sono state rilevate tracce di presenza di ratto e, anche se occorre attendere almeno la fine del 2019 per poter dichiarare il completo successo dell’operazione (due anni dalla distribuzione delle esche), questo ci induce ad affrontare con ottimismo le prossime attività. Intanto, una serie di postazioni di monitoraggio consente di verificare regolarmente l’effettiva assenza dei ratti e sono state organizzate tutte le misure di biosicurezza necessarie per ridurre il rischio di ritorno dei ratti e difendere, con la collaborazione di tutti, i risultati ottenuti. A Tavolara e sulle barche di servizio che raggiungono regolarmente l’isola, sono state installate postazioni con esche e trappole allo scopo di intercettare eventuali ratti che dovessero arrivare sull’isola a nuoto o con le imbarcazioni. Sono state inoltre svolte azioni di informazione dirette ai gestori dei porti turistici, ai responsabili della base militare e delle poche attività economiche presenti a Spalmatore.


figura4
Figura 4 - Rat-hotel, postazioni attrattive per controllare l'eventuale ritorno dei ratti

Prima dell’operazione sono stati attentamente vagliati i possibili effetti negativi, e sono state adottate tutte le possibili strategie per la loro minimizzazione: tutto è andato al meglio e non sono stati rilevati problemi per le specie autoctone e per l’intero ambiente insulare. In via precauzionale, la pesca è stata chiusa nel perimetro attorno all’isola fino alla fine del mese di dicembre, quando l’Università di Siena, incaricata di svolgere gli esami tossicologici sulle specie di pesci che avrebbero potuto, in via ipotetica, cibarsi di pellet rotolati accidentalmente in mare, ha confermato l’assenza di qualsiasi traccia di contaminazione.

Ci aspettiamo quindi, importanti effetti positivi non solo sulla berta minore, che è l’obiettivo più rappresentativo del progetto, ma per l’intero ecosistema insulare. Beneficeranno dell’eradicazione anche i gechi e le lucertole, altre specie di uccelli, i pipistrelli, la flora e la vegetazione dell’isola e sicuramente anche le persone che ci abitano e ci lavorano, che non avranno più la necessità di effettuare continuamente disinfestazioni per difendersi dal proliferare di ratti e topi.

L’isola di Tavolara potrà presentarsi più naturale e più integra anche ai suoi visitatori estivi e, se sarà effettivamente un successo, avremo difeso dall’estinzione una delle quattro specie di piccoli albatros mediterranei.



Risultati e benefici


Questo intervento di eradicazione, se sarà confermato il suo successo, porterà ad un cambiamento sostanziale dello stato di conservazione della berta minore.

Questa specie, che nidifica esclusivamente nelle isole del Mediterraneo centrale e orientale con una popolazione compresa fra 15.300 e 30.500 coppie, è classificata come “Vulnerabile” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN), dato che la sua popolazione si è ridotta del 50 % negli ultimi 40 anni.

L’isola di Tavolara ospita la più grande colonia di berta minore, con una popolazione valutata fra 9.600 e 13.000 coppie, che rappresenta fra 1/3 e 2/3 dell’intera popolazione mondiale. Se si pensa che, prima degli interventi di eradicazione, i ratti hanno provocato ogni anno il fallimento di gran parte dei nidi, nutrendosi di uova e pulcini di quella che risulterebbe essere circa la metà della popolazione mondiale della specie, si capisce immediatamente il perché del tracollo registrato negli ultimi decenni.



figura5
Figura 5 – Pullo di Berta Minore predato dai ratti

Le cose non vanno meglio nelle altre isole dove la specie nidifica. Considerando le eradicazioni dei ratti avvenute negli ultimi anni (la principale nell’Isola di Montecristo, dove i ratti sono stati eradicati con successo nel 2012) ed il controllo dei ratti effettuato ogni anno in alcune colonie a Malta, sono oggi solo 1.000-1.500 le coppie di berta minore che hanno nuovamente un successo riproduttivo soddisfacente. In tutte le altre isole sinora studiate, dove sono presenti i ratti, la produzione di giovani è quasi azzerata.

La “liberazione” di Tavolara dai ratti metterebbe quindi in salvo da questi predatori almeno altre 10.000 coppie, e questo potrebbe addirittura decuplicare il numero delle giovani berte che si involano ogni anno nel Mediterraneo, invertendo, con tutta probabilità, il trend negativo della specie.



figura6
Figura 6 – Berta Minore in volo

Metodologia impiegata


I due interventi di eradicazione con distribuzione aerea delle esche sono stati realizzati con l’ausilio di un elicottero e di un bucket, una sorta di secchiello sospeso, che distribuisce i pellet di rodenticida con un sistema automatizzato, seguendo tracce GPS precedentemente definite, sulla base delle quali il pilota imposta il volo. La pianificazione dell’operazione, iniziata con molto anticipo, è stata condotta con la massima attenzione e con un confronto costante con le buone pratiche internazionali.

 



figura7
Figura 7 – Elicottero e bucket impiegati nelle operazioni di distribuzione aerea delle esche

Nel 2016, due esperti neozelandesi, coordinatori di alcuni degli interventi più complessi di eradicazione dei ratti condotti a livello mondiale, hanno visitato Tavolara e hanno discusso con il gruppo di lavoro le problematiche e le possibili soluzioni.

Durante lo svolgimento della prima distribuzione aerea, abbiamo avuto il supporto di Island Conservation, una ONG con base negli Stati Uniti, che è coinvolta in tantissimi interventi di conservazione nelle isole di tutto il mondo. Due dei loro piloti, con una grande esperienza in attività di eradicazione aerea, hanno partecipato alle attività preparatorie e alla prima distribuzione aerea a Tavolara, garantendo supporto operativo al pilota italiano che ha guidato l’elicottero su Tavolara.



figura8
Figura 8 – Supporto dei piloti di Island Conservation durante le operazioni di sistemazione e regolazione del bucket

Entrambe le distribuzioni si sono svolte con buone condizioni meteo e sono state concluse in maniera ottimale, anche grazie alla professionalità del pilota e dell’intero gruppo di lavoro, supportato anche da alcuni operatori dell’agenzia Fo.Re. S.T.A.S.



figura9
Figura 9 – Operatori dell’Agenzia Forestas impegnati nelle attività di eradicazione

Operazioni come questa condotta a Tavolara sono sempre più numerose e sono ormai realizzate con esito positivo in centinaia di isole in tutto il mondo. Dove le specie aliene invasive rappresentano un’importante minaccia per le specie da proteggere, questi interventi garantiscono dei benefici inimmaginabili e non altrimenti raggiungibili, a fronte di effetti negativi limitati, che possono diventare addirittura trascurabili se l’operazione è pianificata al meglio, proprio come è avvenuto a Tavolara.

Il rapporto fra gli effetti positivi e quelli negativi degli interventi di eradicazione infatti non lascia dubbi: alcuni ricercatori hanno di recente esaminato i dati riguardanti le oltre 700 isole dove sono state eradicate una o più specie introdotte di Mammiferi (in oltre la metà dei casi si trattava di ratti). Sono risultati solo 8, a livello mondiale, i casi di effetti negativi a medio e lungo termine per specie autoctone; per la metà di questi è attesa la completa reversibilità in tempi relativamente brevi e anche i 4 casi rimanenti appaiono di valore del tutto trascurabile, rispetto ai benefici ottenuti nelle isole dove si sono verificati. Viceversa, ben 786 popolazioni di 321 specie, oltre un terzo delle quali minacciate di estinzione, hanno beneficiato delle eradicazioni, con innumerevoli casi di clamorosi incrementi numerici, ricolonizzazioni di isole da parte di specie assenti da decenni e addirittura ricomparsa di specie che erano da tempo ritenute estinte ma che evidentemente sopravvivevano in numeri ridottissimi. Sono 4 sinora le specie (3 uccelli marini e inaspettatamente una specie di volpe endemica di una sola isola) che sono state riclassificate ad un livello inferiore di rischio di estinzione dopo l’eradicazione della specie che le minacciava (ratto) e non sembra improbabile che nel giro di alcuni anni a queste possa aggiungersi la berta minore. I numeri parlano da soli e sono il motivo per cui queste operazioni sono sempre più numerose e riguardano isole via via più grandi, fino all’enorme South Georgia, isola subantartica appartenente al Regno Unito, dove la superficie trattata è stata pari a circa cento volte quella di Tavolara.

 


Numeri dell’intervento


  • 9.600-13.000 le coppie di berta minore nidificanti a Tavolara su un totale di 15.300-30.500 stimate a livello mondiale (pari a circa metà della popolazione mondiale)


  • 2 le distribuzioni aeree di esche rodenticida eseguite


  • 177 quintali di esche distribuite sull’intero territorio dell’isola (10660 kg nella prima distribuzione, pari a 14,9 kg/ha di superficie reale, e 7060 Kg di esche distribuite nella seconda, pari a 6,5 kg/ha di superficie reale)


  • 258 circa i km di transetti percorsi (165 km nella prima distribuzione e 93 km nella seconda)


  • circa 11h e 30min effettivi di volo dell’elicottero (6h e 33min nella prima distribuzione e 4h e 57min nella seconda)


  • 167 gli erogatori posizionati (36 alla base militare e 131 a Spalmatore)


  • 50 – 70 % (5-7000 giovani involati in più ogni anno) l’incremento atteso del successo riproduttivo della berta minore


  • 7 % il tasso di aumento annuo minimo previsto per la popolazione nidificante di berta minore


puffinus